Istituto Comprensivo Statale "Padre Pino Puglisi" Palermo
Le parole e i fatti «E' importante parlare di mafia, soprattutto nelle scuole, per combattere contro la mentalità mafiosa, che è poi qualunque ideologia disposta a svendere la dignità dell'uomo per i soldi. Non ci si fermi però ai cortei, alle denunce, alle proteste. Tutte queste iniziative hanno valore, ma, se ci si ferma a questo livello, sono soltanto parole. E le parole devono essere confermate dai fatti». Beato Giuseppe Puglisi
Istituto Comprensivo Padre Pino Puglisi
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LETTERA APERTA DEL DIRIGENTE SCOLASTICO

data articolo autore Dirigente Scolastico Vincenzo Guarneri   Indietro
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Gentilissime/i tutte/e appartenenti alla Comunità Educante dell’I.C. Compensivo “Padre Pino Puglisi”,
i momenti che tutti noi ormai viviamo da giorni e tanti altri che ci apprestiamo ad affrontare, non sono e non saranno certamente facili, in considerazione della criticità nazionale del Covid-19 (Coronavirus) che non solo sta affliggendo pesantemente la salute di tante/i concittadine/i ma che si sta ripercuotendo pesantemente anche sull’economia, sulle dinamiche familiari, sui tempi personali e sulle relazioni, sulla nostra quotidianità.

L’adozione di misure straordinarie di contrasto e prevenzione, alcune delle quali ampliate proprio in queste ore, interviene sempre sulle abitudini e sulle consuetudini, spesso comportamenti più difficili da modificare e che generano una forma di “resistenza”: paura e terrore, antiche divinità aiutanti del dio greco della guerra, complicano ancor più il quadro generale all’interno del quale si inserisce la nostra giornata, già spesso intrisa di ansia.

Nei momenti di maggiore sconforto ed affanno, dobbiamo necessariamente affidarci a coloro che sono chiamati o delegati a prendere decisioni anche difficili ma che agiscono sulla base di pareri scientifici e rigorosi: non possiamo e non dobbiamo affidarci allo scoramento o peggio, sottovalutare le indicazioni ricevute, ma al contrario dobbiamo attuare tutte le prescrizioni e gli adattamenti comportamentali che ci vengono richiesti per limitare la diffusione del virus. Siamo proprio noi tutti, infatti, i possibili ospiti propagatori del COVID-19 e dobbiamo modificare i comportamenti normali, fuori e dentro la scuola, secondo le prescrizioni delle Autorità, poiché NON SIAMO IN UNA SITUAZIONE NORMALE.

Nell’esprimere piena solidarietà a tutti coloro che in maniera diretta ed indiretta vivono, a qualsiasi titolo, un momento di difficoltà anche grave, intendo e voglio anche confermare con forza ed orgoglio che questa istituzione scolastica, la scuola di Padre Pino Puglisi, sta affrontando con responsabilità una sfida su più piani, in coerenza con la sua storia e l’usuale impegno di alto profilo culturale e di presidio territoriale, attuando le strategie più efficaci, per continuare ad assicurare il successo scolastico di ciascuno, per garantire la qualità e la sicurezza di tutti.

Grande e generoso è lo sforzo lavorativo del personale ATA che continua ad assicurare il servizio pubblico e l’adeguata difesa igienica di primo livello; altrettanto grande ed appassionato è lo sforzo professionale dei docenti che lavorano, senza obblighi, per poter garantire la continuità didatticorelazionale e favorire il successo scolastico anche a distanza, a garantire la propria presenza alle necessarie ed insopprimibili riunioni di lavoro, pur attuate nel rispetto rigoroso delle misure precauzionali disposte; grande e responsabile è l’impegno di tutti i collaboratori del D.S., della DSGA, dello Staff, dei referenti che assicurano il necessario supporto ad azioni organizzative finalizzate al bene comune e al servizio costituzionalmente previsto. A tutti questi lavoratori non si può che essere grati e riconoscenti per quanto responsabilmente garantito.

“Se ognuno fa qualcosa” (diceva Padre Pino Puglisi), in coerenza con le proprie responsabilità ed il proprio profilo professionale, riusciremo certamente ad affrontare la situazione ma tutti noi, per affrontare MEGLIO la situazione, possiamo fare certamente la stessa cosa: favorire al massimo la serenità e l’equilibrio in famiglia, dentro e fuori la scuola, nelle diverse prassi quotidiane, necessari per ottimizzare le forze ed affrontare insieme e meglio i problemi, per potere sconfiggere o ridimensionare il terrore, paura ed ansia, amplificatori solo delle difficoltà.

Tutti noi dobbiamo perseverare fiduciosi e in maniera costruttiva, attenendoci alle norme e alle prescrizioni ordinarie e straordinarie, alle disposizioni, agli inviti, favorendo una valida comunicazione e in maniera empatica ed evitando confusione e sovrapposizione di ruoli: è il momento di lasciar fare, su ogni campo, agli esperti o responsabili di quel campo: la scuola nazionale agisce all’interno di regole chiare e secondo una precisa catena di governo, la nostra scuola metterà in atto tutto ciò che è necessario per favorire una gestione sicura e serena delle difficoltà.

Non possiamo sottovalutare la situazione, dobbiamo mettere in atto comportamenti responsabili seguendo minuziosamente quanto il Governo ci chiede di fare, divenendo così agenti attivi di limitazione della crisi. La Comunità Educante cui apparteniamo, è un luogo, infatti, fisico ma anche uno spazio educativo, all'interno del quale si promuovono apprendimenti e competenze, relazioni valide, stili di vita e di lavoro.

Siamo sicuramente in grado come Comunità Educante di affrontare i problemi e gestire le criticità, trovando in questo anche occasioni per riflettere, confrontarci, misurarci, aggiornarci, per verificare nuove forme di resilienza, riscontrando occasioni di crescita umana, sociale e professionale.

In questa particolare giornata dell’08 Marzo , dedicata alla donna, un affettuoso saluto non può non andare a tutte le professioniste della scuola di qualsiasi profilo professionale, alle mamme, alle alunne che quotidianamente affrontano una società ancora intrisa di eccessive contraddizioni e solo parzialmente avviata ad una vera uguaglianza: questa deve, infatti, poggiare sul riconoscimento non di una sterile parità da slogan ma sul riconoscimento del rispetto della differenza di genere, su una uguaglianza sostanziale che non svilisca le differenze e rispetti sempre e comunque le specificità
individuali e di genere in una dimensione di autonoma complementarietà.

Un saluto particolare non può che andare, alla fine, a tutti i nostri alunni ed alunne e, in particolare a quelli più piccoli, che si trovano ad affrontare, insieme a noi, difficoltà che li riguardano altrettanto direttamente ma ai quali è stata momentaneamente sottratto anche il valore aggiunto della dimensione ludica dell’apprendimento in gruppo, che auspichiamo presto possa essere ripristinato.

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